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Sezione del nostro BLOG dedicata alle News più importanti dell'ultimo momento.

Immagine del redattore: Alessandro Lemma
Alessandro Lemma
16 set
Tempo di lettura: 7 min

Aggiornamento: 16 set

Aggiornato al 16 settembre 2026


Installare una wallbox a casa oggi conviene più che mai. Con il bonus colonnine domestiche 2026 puoi recuperare l'80% della spesa per acquistare e installare un punto di ricarica per l'auto elettrica: fino a 1.500 euro se sei un privato e fino a 8.000 euro se sei un condominio. Le domande si presentano online dalle ore 12:00 del 22 settembre 2026.

In questa guida ti spieghiamo chi può richiederlo, quali spese e quali wallbox sono ammesse, le scadenze da rispettare e i documenti da preparare per non perdere il contributo.


Il bonus colonnine 2026 in sintesi



Voce

Dettaglio

Contributo

80% delle spese ammissibili

Importo massimo

1.500 € per i privati, 8.000 € per i condomini

Chi può richiederlo

Persone fisiche residenti in Italia e condomini

Installazioni valide per il 2026

Completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026

Presentazione delle domande

Dalle 12:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 31 gennaio 2027

Fondi 2026

15 milioni di euro, assegnati in ordine cronologico

Gestore

Invitalia, per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT)


Cos'è il bonus colonnine domestiche


Il bonus colonnine domestiche è un contributo a fondo perduto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy per chi acquista e installa un'infrastruttura di ricarica per veicoli elettrici, come una wallbox o una colonnina. La misura è gestita da Invitalia.

A differenza delle detrazioni fiscali, non si recupera in più anni con la dichiarazione dei redditi: il contributo viene accreditato in un'unica soluzione sul conto corrente di chi lo richiede, dopo l'approvazione della domanda. Non è previsto un limite ISEE.

La misura è pluriennale: oltre al 2026, sono già stanziati fondi per il 2027, il 2028, il 2029 e per i primi tre mesi del 2030, per un totale di 68 milioni di euro.


Quanto si recupera: alcuni esempi


Spesa ammissibile

Contributo (80%)

Resta a tuo carico

1.200 €

960 €

240 €

1.875 €

1.500 €

375 €

2.500 €

1.500 € (importo massimo)

1.000 €

Cifre puramente indicative, non sono preventivi.


Per un privato, il contributo massimo di 1.500 euro si raggiunge con 1.875 euro di spese ammissibili. Per un condominio, gli 8.000 euro si raggiungono con 10.000 euro di spese.


Chi può richiedere il bonus


Possono presentare domanda:

  • le persone fisiche residenti in Italia, per wallbox a uso esclusivamente privato e non accessibili al pubblico;

  • i condomini, per installazioni sulle parti comuni dell'edificio destinate all'uso collettivo dei condomini.


Non possono invece accedere al bonus i titolari di ditte individuali e le società. Ogni richiedente può presentare una sola domanda.


Quali spese sono ammesse


Il contributo non copre solo il prezzo della wallbox. Rientrano tra le spese ammissibili:


  • l'acquisto e l'installazione dell'infrastruttura di ricarica, compresi impianti elettrici, opere edili strettamente necessarie e dispositivi di monitoraggio;

  • progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi;

  • i costi di connessione alla rete elettrica, se serve attivare un nuovo POD.


Sono invece escluse, tra le altre, imposte e tasse, le consulenze diverse da quelle tecniche appena indicate, le spese per terreni e immobili, i costi per le autorizzazioni edilizie e i costi di esercizio.

Requisiti della wallbox: il controllo da fare prima di acquistare


Per essere ammessa al contributo, l'infrastruttura di ricarica deve essere:


  • nuova di fabbrica e di potenza standard;

  • installata in Italia, in un'area nella piena disponibilità di chi fa domanda;

  • realizzata a regola d'arte, con dichiarazione di conformità rilasciata dall'installatore ai sensi del DM 37/2008;

  • a uso esclusivamente privato (per i privati) o collettivo (per i condomini), e in ogni caso non accessibile al pubblico.


Per l'annualità 2026 c'è un requisito in più da non sottovalutare: il modello di wallbox deve essere presente nell'elenco dei dispositivi idonei pubblicato dal GSE, nella versione valida al momento della domanda. Non basta quindi che la wallbox sia in commercio e a norma: vanno verificati marca, modello e versione esatti.

L'elenco GSE comprende sia wallbox con gestione dinamica del carico sia modelli senza questa funzione. La gestione dinamica regola in automatico la potenza di ricarica in base ai consumi della casa: è molto utile se hai anche una pompa di calore o un piano a induzione, perché evita che il contatore salti.


Le scadenze da rispettare


Per il bonus 2026 le date chiave sono due:


  • l'installazione deve essere completata tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026;

  • la domanda si presenta dalle 12:00 del 22 settembre 2026 alle 12:00 del 31 gennaio 2027.


Conta la data in cui l'installazione viene completata, non quella dell'acquisto: se compri la wallbox a dicembre e la installi a gennaio, la spesa rientra nell'annualità successiva.


Annualità

Installazioni valide

Fondi

2026

26 giugno – 31 dicembre 2026

15 milioni €

2027

1 gennaio – 31 dicembre 2027

15 milioni €

2028

1 gennaio – 31 dicembre 2028

15 milioni €

2029

1 gennaio – 31 dicembre 2029

15 milioni €

2030

1 gennaio – 31 marzo 2030

8 milioni €


Le date per presentare le domande negli anni successivi al 2026 non sono ancora state comunicate.


Come richiedere il bonus, passo dopo passo


  1. Sopralluogo e preventivo. Un tecnico verifica l'impianto elettrico, la potenza disponibile e il punto di installazione, e prepara un preventivo con le voci di spesa separate.

  2. Scelta della wallbox. Si sceglie un modello presente nell'elenco GSE.

  3. Installazione. A lavori conclusi, l'installatore rilascia la dichiarazione di conformità.

  4. Pagamento e fattura. Paghi con un metodo tracciabile dal tuo conto e ricevi la fattura elettronica.

  5. Raccolta dei documenti. Prepari tutti gli allegati richiesti (li trovi qui sotto).

  6. Domanda online. Accedi all'Area Personale di Invitalia con SPID, CIE o CNS, selezioni "Bonus colonnine domestiche" e compili il modulo guidato.

  7. Accredito. Se la domanda viene approvata, il contributo arriva in un'unica soluzione sul conto corrente che hai indicato.

  8. Oppure affidandosi a Noi di DUEPUNTOZERO tramite richiesta nella sezione apposita


Attenzione: il contributo si può chiedere solo dopo acquisto e installazione. Un ordine o una wallbox ancora da montare non bastano.


Documenti per i privati


  1. documento d'identità e codice fiscale;

  2. fatture elettroniche di acquisto e installazione, in formato XML (si scaricano dall'area riservata dell'Agenzia delle Entrate);

  3. estratti conto da cui risultano i pagamenti delle fatture;

  4. dichiarazione di conformità dell'installatore;

  5. relazione finale sull'intervento e sulle spese sostenute (Invitalia mette a disposizione un modulo);

  6. coordinate del conto corrente, intestato a te, su cui ricevere il contributo;

  7. un indirizzo PEC valido e attivo per tutta la durata della pratica.


Documenti aggiuntivi per i condomini


  1. codice fiscale del condominio e documento d'identità dell'amministratore (o del condomino delegato, nei condomini fino a otto partecipanti);

  2. delibera dell'assemblea che autorizza i lavori sulle parti comuni, con la dichiarazione dell'amministratore che non è stata impugnata nei termini di legge.


Pagamenti: le regole da non sbagliare


  1. si può pagare solo con bonifico, SEPA oppure carta di credito o di debito intestati a chi richiede il bonus;

  2. il conto corrente deve essere intestato al beneficiario;

  3. non sono ammessi i contanti;

  4. le spese non possono essere pagate tramite finanziamento;

  5. il bonus non è cumulabile con altre agevolazioni sulle stesse spese, comprese le detrazioni fiscali.


Fondi disponibili: perché conviene muoversi per tempo


Per il 2026 sono disponibili 15 milioni di euro e le domande vengono esaminate in ordine cronologico di presentazione. Se i fondi si esauriscono, il Ministero lo comunica con un avviso sul proprio sito.

Arrivare presto però non basta: Invitalia verifica che la domanda sia completa e corretta. Una pratica con documenti mancanti può essere dichiarata improcedibile; in quel caso se ne può presentare una sola nuova, entro il 31 gennaio 2027 e nei limiti dei fondi rimasti. Per questo conviene avere tutti i documenti pronti prima di inviare la domanda.


Bonus colonnine per i condomini


Per i condomini il contributo sale fino a 8.000 euro ed è pensato per le installazioni sulle parti comuni, come garage e posti auto condominiali. I tempi però vanno pianificati bene: prima dei lavori serve una delibera assembleare, e alla domanda va allegata la dichiarazione che la delibera non è stata impugnata. Se state valutando un'installazione condominiale, conviene avviare subito il confronto con l'amministratore.


Wallbox e fotovoltaico: ricaricare l'auto con il sole


Se hai già un impianto fotovoltaico, o stai pensando di installarlo, la wallbox ti permette di ricaricare l'auto con l'energia prodotta dal tuo tetto. Con un sistema di accumulo puoi usare l'energia solare anche la sera, quando l'auto è in garage.

In questo caso è importante tenere separate le spese della wallbox da quelle degli altri interventi, perché il bonus non si cumula con altre agevolazioni sulle stesse voci.


Perché affidarti a Duepuntozero


Dal 2009 Duepuntozero progetta e installa impianti per l'energia: oltre 5.100 installazioni in Piemonte, Lombardia, Liguria, Valle d'Aosta, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia. Per il bonus colonnine ti offriamo:


  • sopralluogo tecnico e verifica della potenza disponibile;

  • wallbox presenti nell'elenco GSE, con o senza gestione dinamica del carico;

  • installazione a regola d'arte e dichiarazione di conformità;

  • fattura elettronica con voci di spesa dettagliate, pronta per la domanda;

  • supporto nella preparazione dei documenti per la richiesta del contributo;

  • progetti integrati con fotovoltaico, accumulo e pompe di calore.



Domande frequenti sul bonus colonnine domestiche 2026


Quanto vale il bonus colonnine domestiche 2026?

Il contributo è pari all'80% delle spese ammissibili per acquisto e installazione, fino a 1.500 euro per i privati e fino a 8.000 euro per i condomini.

Chi può richiedere il bonus colonnine domestiche?

Le persone fisiche residenti in Italia e i condomini, per installazioni sulle parti comuni. Ditte individuali e società sono escluse.

Quando si presenta la domanda?

Dalle ore 12:00 del 22 settembre 2026 alle ore 12:00 del 31 gennaio 2027, online tramite l'Area Personale di Invitalia, per installazioni completate tra il 26 giugno e il 31 dicembre 2026.

Posso chiedere il bonus prima di installare la wallbox?

No. La domanda si presenta solo dopo che acquisto e installazione sono stati completati e pagati.

Posso pagare la wallbox a rate con un finanziamento?

No. Le spese devono essere pagate con metodi tracciabili (bonifico, SEPA o carta intestata al richiedente) e non possono essere sostenute tramite finanziamento.

Il bonus colonnine è cumulabile con le detrazioni fiscali?

No. Non si può chiedere il bonus per spese che hanno già beneficiato di altre agevolazioni, comprese quelle fiscali.

Va bene qualsiasi wallbox?

No. La wallbox deve essere nuova, di potenza standard, installata con dichiarazione di conformità e, per il 2026, presente nell'elenco dei dispositivi idonei pubblicato dal GSE.

Serve la PEC per fare domanda?

Sì. Serve un indirizzo PEC valido e attivo per tutta la durata della pratica, oltre a SPID, CIE o CNS per accedere alla piattaforma.

Cosa succede se i fondi finiscono?

Le domande vengono esaminate in ordine cronologico. Se le risorse si esauriscono, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy lo comunica con un avviso sul proprio sito.

Vuoi installare la tua wallbox con il bonus?

Per rientrare nei fondi 2026 l'installazione deve essere completata entro il 31 dicembre: prima inizi, prima puoi presentare la domanda. Contattaci per un sopralluogo: ti aiutiamo a scegliere la soluzione giusta per la tua casa.

Richiedi un sopralluogo Le informazioni di questo articolo si basano sulle fonti ufficiali: la pagina del MIMIT, le relative FAQ e la scheda di Invitalia, aggiornate al 16 settembre 2026. In caso di differenze fanno fede i decreti e le istruzioni ufficiali. Per dubbi sulla procedura puoi contattare il numero verde Invitalia 800 77 53 97 (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18).

 
 
 

La Provincia autonoma di Trento apre il 1° ottobre 2026 i termini del Bando Energia Sviluppo: un contributo a fondo perduto pari al 30% delle spese ammissibili — con maggiorazioni fino al 40% — per le imprese che investono in efficienza energetica e riduzione dei consumi. Investimento minimo superiore a 25.000 euro, massimo 500.000. Procedura automatica, una sola domanda per impresa. Ecco cosa serve sapere per arrivare pronti.


Cos'è il Bando Energia Sviluppo


Il Bando Energia Sviluppo nasce dalla Legge provinciale 6 luglio 2023 n. 6 ed è stato approvato con la Deliberazione della Giunta provinciale n. 780 del 25 maggio 2026. L'obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre in modo strutturale il peso dei costi energetici sui bilanci delle imprese trentine, non offrire un ristoro temporaneo.

È una differenza sostanziale rispetto ai contributi emergenziali degli anni scorsi. Qui non si compensa una bolletta alta: si finanzia l'investimento che quella bolletta la abbassa in modo permanente. Chi presenta domanda deve infatti dimostrare, dati alla mano, che l'intervento produrrà un risparmio misurabile.

La gestione della pratica è affidata ad APIAE, l'Agenzia provinciale per gli incentivi alle attività economiche.


Quanto vale il contributo


La misura base è il 30% delle spese ritenute ammissibili.

A questa si aggiungono due maggiorazioni alternative tra loro (non cumulabili), da richiedere espressamente in domanda e da confermare in fase di rendicontazione:

Maggiorazione

Condizione

+10%

L'impresa ha registrato nel bilancio 2025 costi per consumi energetici superiori al 30% del totale dei costi della produzione (Voce B del conto economico)

+5%

L'impresa cede a una Comunità Energetica Rinnovabile (CACER), a una ESCo o a una SGR il diritto di installare un impianto fotovoltaico sull'unità operativa di proprietà


Nel caso migliore si arriva quindi al 40% a fondo perduto.


I limiti di spesa


  • Spesa minima ammessa: superiore a 25.000 euro

  • Spesa massima ammessa: 500.000 euro


Su un progetto da 500.000 euro con maggiorazione del 10%, il contributo teorico arriva a 200.000 euro.


Attenzione al de minimis

L'incentivo è concesso in regime de minimis ai sensi del Regolamento (UE) 2023/2831. Significa che il tetto reale del contributo non è solo quello del bando: va calcolato tenendo conto di tutti gli aiuti de minimis già ricevuti dall'impresa nell'arco di tre esercizi finanziari. Per le aziende che hanno già attinto ad altre misure agevolative, è una verifica da fare prima di dimensionare l'investimento, non dopo.


Chi può presentare domanda


Possono accedere piccole, medie e grandi imprese con unità operativa in provincia di Trento, costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese entro il 30 novembre 2025. Sono ammessi anche i soggetti in contabilità semplificata, incluso il regime forfettario.

L'attività deve essere esercitata in via prevalente e rientrare nei seguenti codici ATECO 2025:


  • Sezione B — Attività estrattive (tutti i codici)

  • Sezione C — Attività manifatturiere (tutti i codici)

  • Sezione E — limitatamente ai codici 38 (raccolta, recupero e smaltimento rifiuti) e 39 (risanamento e altri servizi di gestione rifiuti)

  • Sezione F — Costruzioni (tutti i codici)

  • Sezione G — limitatamente al codice 46 (commercio all'ingrosso)

  • Sezione H — Trasporto e magazzinaggio (tutti i codici)

  • Sezione Q — limitatamente al codice 85.53 (attività di scuole guida)


Un chiarimento utile, perché genera spesso confusione: ricettività e ristorazione non rientrano tra i settori ammessi. Il commercio al dettaglio è escluso, mentre l'ingrosso è ammesso. Le costruzioni, invece, ci sono per intero.

Ogni impresa può presentare una sola domanda, anche se il progetto coinvolge più unità operative.


Quali investimenti sono finanziabili


Sono agevolati gli investimenti in beni materiali e immateriali avviati a partire dal 1° giugno 2026 e completati entro 18 mesi dalla data di concessione dell'incentivo.

Le macrovoci di spesa ammissibili comprendono:


  • Fabbricati e assimilati

  • Impianti, macchinari, attrezzature e altri beni

  • Programmi informatici, brevetti, licenze, know-how

  • Spese per consulenze tecniche

  • Spese generali supplementari (a forfait)


Il dettaglio delle voci e sottovoci è definito agli articoli 9 e 10 del bando: è lì che si gioca l'ammissibilità concreta di ogni singola fattura, e vale la pena leggerlo insieme a un tecnico prima di chiudere i preventivi.

Un dettaglio operativo da non dimenticare: la domanda sconta una marca da bollo da 16 euro.


La diagnosi energetica: il vero perno della domanda


È il punto che distingue questo bando da molte altre misure, e quello su cui si giocano più domande di quanto si immagini.

L'accesso al contributo richiede una diagnosi energetica preventiva che dimostri un miglioramento dei consumi pari ad almeno il 2% per le unità operative coinvolte. Lo stesso risultato dovrà poi essere confermato da una diagnosi energetica post-intervento.

Questo significa due cose molto pratiche.

La prima: il progetto va costruito a partire dai numeri, non dal catalogo fornitori. Non basta acquistare un macchinario più recente o un impianto più grande — serve dimostrare, con una baseline documentata dei consumi attuali, che l'intervento produce il risparmio dichiarato.

La seconda: la diagnosi non è un adempimento da sbrigare a ridosso della scadenza. È il documento che determina se la domanda sta in piedi. Chi arriva al 1° ottobre senza aver ancora misurato i propri consumi parte in svantaggio.

Le spese per consulenze tecniche rientrano peraltro tra le voci ammissibili: la diagnosi, se correttamente inquadrata nel progetto, non è un costo a fondo perso.


Fotovoltaico, accumulo e ricarica: come si inseriscono


Impianti e macchinari rientrano a pieno titolo tra i beni materiali agevolabili, e per un'impresa manifatturiera, edile o logistica il fotovoltaico con autoconsumo resta l'intervento con il ritorno più prevedibile: produce energia nelle stesse ore in cui il capannone la consuma.

Due considerazioni tecniche però meritano attenzione.

Il fotovoltaico va letto in chiave di consumo, non solo di produzione. Il bando premia la riduzione dei consumi certificata dalla diagnosi energetica. Un impianto di produzione va quindi inquadrato correttamente all'interno del bilancio energetico complessivo dell'unità operativa, spesso in combinazione con interventi sull'efficienza (illuminazione, motori, sistemi di gestione, coibentazioni). È esattamente il tipo di valutazione che la diagnosi deve restituire.

Il sistema di accumulo cambia i numeri dell'autoconsumo. Per le aziende con consumi concentrati fuori dalle ore di picco solare — turni serali, refrigerazione notturna, cicli continui — lo storage è ciò che trasforma l'energia prodotta in energia effettivamente usata, e quindi in risparmio misurabile.

C'è poi la strada della maggiorazione del 5%: cedere a una CER, a una ESCo o a una SGR il diritto di installare l'impianto fotovoltaico sulla propria unità operativa di proprietà. È un'opzione da valutare per chi ha superfici disponibili ma preferisce non immobilizzare capitale sull'impianto, tenendo però presente che è alternativa al +10% sui costi energetici, non aggiuntiva.


Tempistiche e iter


  • 1° ottobre 2026 — apertura dei termini per la presentazione delle domande. Il collegamento alla piattaforma sarà pubblicato entro tale data sul sito della Provincia

  • Presentazione — esclusivamente online, tramite piattaforma APIAE. Le domande sono esaminate con procedura automatica

  • Concessione — il provvedimento è adottato entro 60 giorni dalla chiusura dei termini

  • Completamento degli interventi — entro 18 mesi dalla data di concessione

  • Rendicontazione — entro 6 mesi dal completamento dell'iniziativa

  • Liquidazione — in un'unica soluzione, entro 60 giorni dal ricevimento della rendicontazione


La procedura automatica è una buona notizia sul piano dei tempi, ma sposta tutto il peso sulla qualità formale della domanda: senza una fase di valutazione discrezionale, un requisito documentale mancante non si recupera in corso d'opera.


Cosa fare da qui al 1° ottobre


Un mese è poco per improvvisare, ma sufficiente per arrivare preparati. In ordine di priorità:


  1. Verificare il codice ATECO prevalente e l'iscrizione attiva al Registro imprese entro il 30 novembre 2025

  2. Controllare il plafond de minimis residuo degli ultimi tre esercizi

  3. Recuperare i dati di consumo delle unità operative interessate: bollette, letture, curve di carico, dati di produzione

  4. Verificare la Voce B del bilancio 2025 per capire se si accede alla maggiorazione del 10%

  5. Avviare la diagnosi energetica preventiva — è il documento che determina l'ammissibilità e richiede tempo

  6. Definire il perimetro dell'investimento e raccogliere i preventivi, ricordando che le spese sono ammissibili solo se avviate dal 1° giugno 2026

  7. Preparare la marca da bollo e la documentazione amministrativa


Conclusione


Il Bando Energia Sviluppo non è un incentivo che si intercetta all'ultimo momento. Chi arriva al 1° ottobre con la diagnosi energetica in mano, il perimetro dell'investimento definito e i preventivi già raccolti presenta una domanda solida. Chi comincia a ragionarci a termini aperti rischia di rincorrere.

Duepuntozero affianca le imprese del Trentino nell'analisi dei consumi, nella progettazione degli interventi di efficientamento e nel dimensionamento di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e infrastrutture di ricarica. Se vuoi capire se la tua azienda rientra nei requisiti e quale investimento ha senso costruire, parliamone prima che i termini si aprano.



 
 
 

Il 2026 segna una svolta nella gestione dei costi energetici in Italia. Con la recente conversione in legge del Decreto-Legge n. 21/2026 (Legge 49/2026), il Governo ha introdotto misure strutturali per stabilizzare le fatture di luce e gas, puntando non solo su bonus immediati, ma anche sulla sicurezza del sistema nazionale. In questa guida analizziamo tutte le novità per capire come cambieranno i costi nei prossimi mesi.



famiglia felice


Famiglie: Bonus Sociale e Nuove Fasce ISEE

La priorità del decreto è la protezione dei nuclei familiari, con un sistema di erogazione che punta alla massima semplicità.

  • Il Contributo Straordinario: Per tutto il 2026, chi già beneficia del bonus sociale elettrico riceverà un importo extra una tantum di 115 euro, portando il sostegno totale annuo a circa 315 euro.

  • Soglie di Accesso: I requisiti ISEE restano fissati a 9.796 euro per la generalità delle famiglie e a 20.000 euro per le famiglie numerose (almeno 4 figli).

  • Supporto per la Fascia Media: Una novità importante riguarda i nuclei con ISEE fino a 25.000 euro: per loro, i fornitori possono ora applicare sconti su base volontaria, una misura studiata per sostenere il ceto medio.

  • Automatismo: Non è necessaria alcuna domanda. È sufficiente presentare la DSU per l'ISEE aggiornato; il sistema riconoscerà il diritto al bonus direttamente in fattura.



Imprese: Stop ai Crediti d'Imposta, arrivano i Tagli Diretti

Per le aziende, il meccanismo cambia radicalmente rispetto agli anni passati, eliminando la burocrazia dei crediti d'imposta a favore di sconti immediati.

  • Sconti in Fattura: Grazie allo stanziamento di 431 milioni di euro, le imprese vedranno una riduzione automatica degli oneri di sistema, con un risparmio stimato di circa 3,4 €/MWh.

  • Garantismo GSE: Per proteggere le PMI dalla volatilità dei mercati, il GSE agirà come garante per i contratti PPA (accordi di acquisto di energia a lungo termine), permettendo alle aziende di bloccare prezzi competitivi per l'energia rinnovabile.



Sicurezza Energetica e Lotta al Telemarketing

Il provvedimento interviene anche su temi strategici e di tutela del consumatore:

  • Proroga Carbone: Per garantire la continuità delle forniture, la dismissione delle centrali a carbone è stata ufficialmente spostata al 2038.

  • Trasparenza: Viene imposta una stretta definitiva sul telemarketing selvaggio. Da aprile 2026, i venditori potranno contattare i clienti solo tramite numeri trasparenti e tracciabili, con sanzioni severissime per chi viola la privacy dei consumatori.



pannelli fotovoltaici

 
 
 
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La festa dei nostri 15 anni

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